Icone Mimesi Virtualità

Una conversazione virtuale con Eric Andersen, Mariangela Guatteri, Ottomar Kiefer, Alessandro Mendini e Giovanni Nicolini – a cura di Valerio Dehò

Copertina del libroQuesto testo è pubblicato sul catalogo della manifestazione artistica AUREA AUREA – CKCKC, Chiostri Benedettini, Reggio Emilia, luglio-agosto 1995

nota del curatore

La conversazione non si è mai svolta, ma è stata costruita con testi forniti dagli autori che ne hanno autorizzato l’utilizzo per la finalità specifica di questa edizione. La forma dialogica del testo è un omaggio al modo di fare e di raccontare la filosofia che ha precedenti troppo illustri perché possano essere qui ricordati. Inoltre mi sembrava che tessere l’elogio della comunicazione in forma di dialogo fosse la scelta più appropriata. Discutere le proprie opinioni è meglio che tacerle.
Le libertà prese dallo scrivente sono state di due tipi: la prima di ordine redazionale nel senso che ho cercato di rendere la forma dialogica in modo credibile senza certamente scadere nella salottiera confidenzialità da talk show. La seconda riguarda invece l’aspetto concettuale di questo progetto e in questo senso mi assumo la responsabilità della ricostruzione critica delle posizioni. Consapevole dei rischi di dover operare scelte e tagli, la mia intenzione o la mia attenzione sono state poste nel mettere insieme alcuni frammenti epistemologici della nuova brainframe che si sta formando. Tale è la presunzione di questo lavoro.

dal testo

“Noi andiamo verso una maggiore complessità, verso una minore risposta globale. Coltivare, è aiutare lo spirito e la volontà di operare all’interno del complesso. Il semplice, è la barbarie.” (Jean Francois Lyotard, “Les immateriaux“) 

“Ma il fenomeno non lineare più sensazionale è noto come caos. Nel mondo quotidiano degli affari nessuno si sorprende che un evento minuscolo accaduto qui possa avere un effetto enorme là. Allorché i fisici iniziarono a dedicarsi con grande attenzione ai sistemi non lineari nel loro campo, si resero conto quasi subito della reale profondità di questo principio. Nell’avvicendarsi degli esempi, il messaggio rimaneva sempre identico: ogni cosa è connessa a un’altra, e sovente con un’incredibile intensità. Le piccole perturbazioni non rimarranno sempre piccole. In circostanze appropriate, la minima indeterminazione può crescere fino a rendere del tutto imprevedibile – o, in una parola, caotico – il futuro del sistema.” (Morris Mitchell Waldrop, “Complessità“)

DEHÒ: La densità dell’universo della comunicazione telematica dà la sensazione di muoversi in un orizzonte liquido. Sperimentiamo continuamente la complessità nella nostra vita quotidiana, nel nostro lavoro: le relazioni si moltiplicano, ci si influenza l’un l’altro quasi senza consapevolezza, entriamo in comunicazione con centinaia di persone e di esistenze senza mai conoscerle fisica mente. Il concetto di “etere”, cioè di una sostanza che riempie il vuoto tra i corpi siderali e consente la trasmissione del movimento e della luce dimostrato infondato dall’elettromagnetismo, è stato ripreso dalla società fondata sulla tecnologia digitale: oggi ha un senso , oltre che un valore. Il concetto di vuoto è definitivamente scomparso non solo all’interno del nostro pianeta, ma anche nella cosmologia contemporanea. E’ la sensazione di vivere il cambiamento che ci sconvolge e ci coinvolge. […]

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